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Dove andrai tu andrò anch’io. Il campo estivo del Settore Adulti

Foto di gruppo

Tre giorni intensi, densi eppure leggeri, com’è nello stile dell’Azione Cattolica.

A Reggio Calabria, ospiti del Seminario Arcivescovile “Pio XI”, dal 25 al 27 luglio 2025, si è tenuto il campo estivo diocesano del Settore Adulti, che ha visto la partecipazione di consiglieri diocesani, responsabili parrocchiali e aderenti provenienti da tutto il territorio della Chiesa locale messinese.

Tre giorni intensi, attraversati dall’invito ad essere e farsi custodi di relazioni e tessitori di sogni. Dopo la preghiera di inizio, guidata da don Enzo Maestri, assistente diocesano unitario e del Settore Adulti, i vice Presidenti diocesani, Carla Buda e Sergio Visconti, hanno presentato il contenuto del campo, frutto del lavoro preparatorio che ha visto interagire vice presidenza diocesana e consiglieri diocesani.

Il filo rosso del campo è stato tracciato da Carla Buda: la storia di Rut che si intreccia alla sintesi del cammino svolto dal Settore nel corso dell’anno associativo, specialmente in occasione dei Ritiri d’Avvento e di Quaresima, riassunto in quelle che sono state definite le “3F”: fedeltà, fiducia, fede. Il desiderio, forse anche il bisogno di costruire relazioni salde e rigenerate, sia all’interno dell’Associazione che nelle comunità ecclesiale e civile, ha orientato il lavoro di costruzione del campo conducendo, quasi in maniera conseguenziale, all’individuazione della storia di Rut quale esperienza-guida per dare forma ai giorni vissuti a Reggio Calabria.

Tutto è stato pensato alla luce della storia di Rut: la scelta del luogo dove vivere il campo, perché ha comportato un viaggio di andata e ritorno; i momenti di preghiera, perché erano orientati a evidenziare la relazione vitale con il Signore; i momenti di riflessione e approfondimento, perché erano l’occasione per leggere le vicende della nostra contemporaneità come tempo di crisi (ambientale e climatica, istituzionale e politica, sociale e migratoria) da affrontare con competenza, consapevolezza “adulta” e speranza. “La storia di Rut”, è stato detto dai Vice Presidenti, “parafrasa la storia di ciascuno di noi ponendoci sempre di fronte a scelte da compiere a partire da criteri precisi: la fedeltà, la fede, la fiducia. Solo abitando queste “3 F” potremo esprimerci come donne e uomini di speranza, adulti fondati da una parte sulla complessità della realtà e dall’altra sulla visionaria concretezza del sogno”.

Si è aperto così il primo giorno di campo, che ha visto altri due momenti significativi. Il primo ha visto protagonista don Tonino Sgrò, biblista, docente presso l’Istituto Teologico “Pio XI” di Reggio Calabria, che ha offerto una apprezzata lectio sul Libro di Rut: molti, infatti, gli interventi dei presenti, che hanno posto domande e commentato l’intervento del biblista. Il secondo, dopo la cena, è stato un approfondimento della storia di Rut attraverso un “gioco a tema” dal titolo “La carovana dei sogni”. Momento molto apprezzato da tutti perché tutti ha coinvolto in una sorta di viaggio della vita in tre tappe che rievocavano quelle della vicenda della famiglia di Elimalech e di Rut e Noemei: da Betlemme a Moab sino al campo di Booz. Esperienze di crisi, di abbandono, ma anche di perseveranza, di fedeltà e di speranza: la vita degli adulti è questo insieme di esperienze di vita nelle quali si misura il misterioso disegno che Dio ha su ogni persona umana.

Il secondo giorno ha rappresentato il cuore del campo: approfondire il tema del sogno. Intervistati dai Vice Presidenti del Settore Adulti, hanno letto e raccontato questo nostro tempo Santino Tornesi, diacono e Direttore regionale dell’Ufficio Migrantes, Marco Schirripa, docente di diritto pubblico presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, don Antonino Russo, parroco in Reggio Calabria. A partire dal fenomeno delle migrazioni, della crisi della partecipazione e della democrazia nonché di quella ambientale e climatica è stato tracciato un orizzonte di sogno che può segnare in senso positivo il “cambiamento d’epoca in corso”. Veramente riuscito il talk, che ha suscitato altre domande da parte dei presenti, chiamati successivamente a partecipare ad un “gioco a tema”, che ha fornito ulteriori motivi di coinvolgimento da parte di tutti.

Il pomeriggio e la sera sono stati dedicati alla visita al Museo Nazionale, famoso per la presenza dei “Bronzi di Riace”, e all’incontro con i Responsabili diocesani degli Adulti della diocesi di Raggio Calabria. Due momenti veramente ricchi di senso: il primo perché ha permesso di contemplare la bellezza espressa dall’arte; il secondo di vivere la bellezza di relazioni associative che scaldano il cuore.

Il terzo ed ultimo giorno di campo si è aperto con la partecipazione alla Messa domenicale in Cattedrale, presieduta grazie alla delicatezza del parroco, da don Enzo Maestri. La prosecuzione dei lavori del campo in Seminario dove si è parlato dei “sogni degli adulti” a partire da tre parole (tratte non solo dalla storia di Rut, ma soprattutto dal cammino svolto dal settore adulti nel corso dell’anno associativo in occasione dei ritiri spirituali di avvento e quaresima): fiducia, fedeltà, fede. Sono intervenuti i consiglieri diocesani Daniela Meli e Barbara Orecchio, che hanno parlato di relazioni fondate sulla fiducia, Alessandro Parisi e Umberto Busà che hanno parlato di fedeltà al carisma associativo. Alberto Randazzo, presidente diocesano, ha parlato di impegno fondato sulla fede.

Subito dopo il breve dibattito assembleare, i Vice Presidenti Carla Buda e Sergio Visconti hanno riportato le suggestioni maturate in occasione della partecipazione al campo nazionale del Settore adulti e, facendo sintesi di quanto vissuto a Reggio Calabria, hanno offerto una riflessione finale a due voci per una conclusione del campo diocesano che fosse anche strumento per l’avvio di una progettualità di settore da sviluppare in vista del nuovo anno associativo. Dopo la preghiera finale, guidata da don Enzo Maestri, il pranzo, i saluti e il ritorno a casa…con il cuore colmo di gratitudine e di gioia per quanto vissuto.