Il 22 febbraio 2026 si è tenuta la “Giornata diocesana della pace”, dal titolo “Terra in pace”, promossa dall’Azione Cattolica diocesana, dopo il rinvio che si è reso necessario in seguito al ciclone “Harry” (la “Festa della pace” si sarebbe dovuta tenere a Giardini Naxos nel mese di gennaio, che l’AC tradizionalmente dedica al tema della pace).
La “Giornata” ha avuto inizio presso la parrocchia “S. Maria delle Grazie”, in Gravitelli superiore, con i saluti introduttivi del Presidente diocesano, Prof. Alberto Randazzo, che ha pure ringraziato per l’accoglienza e ha offerto qualche breve spunto di riflessione sul valore della pace. Quest’ultima, come ha osservato il Presidente, deve partire dai cuori e dalle relazioni che si vivono quotidianamente, richiedendo un lavoro “artigianale” ed un impegno concreto (anche nell’uso del linguaggio).

È seguita una bella riflessione tenuta da p. Alessandro Marzullo, nuovo parroco e assistente dell’AC parrocchiale. Muovendo dal Messaggio di Leone XIV per la LIX Giornata Mondiale della pace, tra i molti spunti offerti, p. Marzullo ha rivolto ai presenti due domande fondamentali: che mondo stiamo consegnando? Che cuore stiamo coltivando? Anche lui ha fatto notare che “la pace non è teoria, è lavoro quotidiano”; essa “va coltivata, curata, custodita. Richiede pazienza, perseveranza, umiltà”. Significativamente, p. Alessandro ha osservato che “essere Azione Cattolica significa proprio questo: scegliere di formarsi per servire, di pregare per agire, di vivere la fede in modo concreto e responsabile”. Dopo aver detto cosa debba intendersi per “pace disarmata e disarmante”, p. Marzullo ha approfondito “tre livelli di pace”: con Dio, con gli altri, con il creato.

Concludendo la sua riflessione, l’assistente parrocchiale ha invitato i presenti ad alzarsi e a chiudere gli occhi, immaginando di guardare la Terra dall’alto e pensando ad una parola che significasse “pace” perché – ha detto – “la pace comincia così: quando una parola buona nasce nel cuore e diventa vita”.
I partecipanti si sono poi recati presso la parrocchia di “S. Maria della Consolazione”, in Gravitelli inferiore, dove hanno partecipato alla S. Messa presieduta dal parroco p . Giuseppe Maio, assistente diocesano dell’AC per il Settore Giovani.
Sono seguiti quattro laboratori (tre degli adulti e uno dei giovani) nei quali il tema della “Giornata” è stato approfondito. Questi momenti di riflessione, guidati da alcuni Vicepresidenti (Alessandro Aspa, Carla Buda, Sergio Visconti) e da taluni consiglieri diocesani (Daniela Meli, Barbara Orecchio, Umberto, Alessandro Parisi, Emanuela Parisi), sono state preziose occasioni di confronto.

Gli adulti hanno riflettuto sul tema “Trasformare il conflitto”, che è stato articolato, grazie ad una lettura sinottica del Messaggio del Papa e del sussidio sulla Pace fornito dall’Azione Cattolica Italiana, su tre punti: la pace come processo interiore; dal conflitto armato al conflitto nel quotidiano; disarmare il conflitto, non eliminarlo.

I giovani, invece, partendo dal sussidio nazionale di AC sulla pace, si sono confrontati sulla pace come esercizio: segno concreto che si basa sul dialogo che fa cadere le barriere e crea legami autentici. Si sono chiesti: nella nostra vita quando siamo “armati” e quando siamo “disarmati”? Quali sono le “armi” che uso spesso per difendermi? E quali i meccanismi che mi “disarmano”? Hanno poi riflettuto su gesti concreti per vivere quella “pace disarmata e disarmante” espressa da Papa Leone.
Al termine della mattinata, i presenti hanno vissuto un momento di convivialità condividendo il pranzo.
La “Giornata” si è conclusa con una breve restituzione in assemblea del lavoro svolto e con alcune comunicazioni finali sui prossimi appuntamenti associativi.





